Un giorno come un altro, ti svegli per andare a lavoro, e svieni.
Due mesi dopo sei in un letto di ospedale con un buco nella testa, tubi in gola e nel naso, e non sei più capace neanche di parlare.
Brutto anche solo discuterne, ti potrei descrivere nel dettaglio cosa succede e cosa è successo fino a renderti completamente a conoscenza di tutto, ma quando sei di fronte a un tuo caro in queste condizioni, e lo vedi coi tuoi occhi, ogni cosa si ferma.
Mi domando che senso abbia preoccuparsi delle zoccole di Berlusconi, dei problemi a lavoro, del metronomo che non riesci a seguire, del conto in banca perennemente in rosso, del maltempo al concerto di Caparezza... di tutte quelle cose che fai giornalmente, quando mentre tu eri preoccupato a pensarci, qualcuno molto vicino a te non sapeva se domani si sarebbe svegliato e in quali condizioni. E lo sapevi pure.
E mi vergogno di non averci mai pensato, fino a sentirmi un perfetto idiota materialista del cazzo, quale sono. E forse lo siamo tutti, finchè ce lo possiamo permettere.
Già sentito no? Io sono il primo che sbuffa quando sente parlare di cose del genere, ma adesso la retorica è l'unica cosa che mi sembra funzionare.
Il fatto grave è che ogni giorno ci sono milioni di persone che soffrono, anche in condizioni ben peggiori, ma non te ne frega un accidenti, o poco più, finchè non vedi i tuoi cari soffrire, che penso sia più doloroso di ogni altra cosa.
Forse l'uomo è veramente un essere egoista per natura.
Ma venderemo cara la pelle, giusto?

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